Stefania Cedraro • Testimonials • CRCC Asia

Stefania Cedraro

Mi sono laureata in Ingegneria Civile, indirizzo Edile presso l’Università degli Studi di Perugia nel Maggio 2010. Dopo la laurea ho lavorato in studi tecnici ed imprese con sede nella mia regione, occupandomi di progettazione per edifici civili ed industriali, strade e sottopassi ferroviari e impianti civili e industriali con l’uso di energie rinnovabili.

Ho sempre amato viaggiare, da quando ho 20 anni, ogni anno in estate mi reco in una nuova località per esplorare nuovi luoghi e conoscere nuove culture. Questa mia passione mi ha portato a visitare la maggior parte delle capitali europee, l’Islanda, il Giappone, Dubai, la Russia e gli Stati Uniti d’America.

Ho deciso di intraprendere un viaggio, non di piacere, ma per fare un’esperienza lavorativa, dopo essere stata licenziata lo scorso agosto. Avevo un contratto a tempo indeterminato firmato il 1 aprile 2014 e conclusosi, a causa della crisi economica dell’azienda in cui lavoravo, a Settembre 2014. Ho scelto la Cina, perché è un paese completamente diverso dall’Italia ed io volevo confrontarmi dal punto di vista lavorativo con una realtà ‘nuova’, volevo mettere alla prova me stessa. La Cina è oggi il paese su cui tutto il mondo punta l’attenzione. Ho trovato in Internet l’offerta di stage proposta da CRCC ed ho inviato il mio CV per la selezione. Il programma mi è sembrato ben articolato e la possibilità di avere sempre a disposizione qualcuno in caso di necessità mi ha spinto ad iscrivermi. Quando mi è arrivata la mail di ammissione al programma ero molto soddisfatta di me stessa ed emozionatissima per l’imminente partenza. Ho passato circa un mese a preparare tutti i particolari del viaggio ed ogni giorno ero in attesa di una nuova comunicazione da parte dello staff di CRCC inerente al nome dell’azienda in cui avrei svolto il mio stage e l’indirizzo della mia “casa” in Cina. Prima di partire ero un po’ agitata, ho sempre desiderato fare un’esperienza lavorativa all’estero, ma questa era la prima volta che lasciavo la mia famiglia e soprattutto mio marito per 3 mesi.

La mia esperienza lavorativa è stata molto positiva. Si è svolta a Shenzhen presso la compagnia “Asia Pacific Landscape Design”.

Le prime settimane sono state un po’ problematiche poiché il modo di progettare cinese è diverso da quello italiano. Mi spiego meglio. Sebbene i programmi che si utilizzano per la progettazione siano gli stessi che si usano in Italia (Autocad, Sketch up e Photoshop), in Cina c’è un grande rispetto per l’opinione del cliente. Durante la mia esperienza lavorativa mi è stato chiesto in più occasioni di realizzare un modello 3D, anche di una semplice pensilina, per far comprendere al cliente, che nella maggior parte dei casi non è un tecnico, il progetto nella sua interezza. In Italia in 4 anni e mezzo di lavoro mi è capitato di realizzare un modello 3D del progetto soltanto in 2 occasioni! C’è inoltre una grande attenzione a tutti i particolari del progetto, come per esempio alle decorazioni floreali. Queste ultime non sono viste soltanto come semplici abbellimenti, ma sono parte integrante del progetto e sono usate per rendere l’ambiente che si va a progettare più accogliente per i clienti che ne usufruiranno. Diversamente dall’Italia il progetto preliminare non viene realizzato con un arido disegno tecnico, ma si modificano le foto dello stato attuale per far capire al cliente come sarà la sua abitazione dopo la realizzazione del progetto.

Le prime due settimane del mio stage, mi sono occupata della progettazione preliminare, modificando le foto utilizzando Photoshop. Successivamente ho progettato guardian house, pensiline, cancelli, recinzioni, giardini, arredi urbani, utilizzando Autocad per la parte 2D e Sketch up per la parte 3D.  Sono molto migliorata nell’utilizzo di quest’ultimo!

In ogni lavoro da me svolto per qualsiasi problema ho sempre avuto il supporto dei miei colleghi sempre pronti ad aiutarmi. Con alcuni di loro ho instaurato una vera e propria amicizia che spero continuerà anche ora che sono lontana. Al di fuori dell’ambito lavorativo, durante il week end siamo spesso andati in giro per Shenzhen e loro sono stati entusiasti di farmi conoscere e spiegarmi alcuni aspetti della cultura cinese, del loro cibo e della loro vita. Prima di partire avevo paura di sentirmi sola, ma i miei amici mi hanno fatta sentire come se fossi stata a casa.

La mia esperienza è stata decisamente positiva sia sotto il profilo lavorativo, sia sotto il profilo umano. Consiglio al 100% un’esperienza come la mia a tutte le persone che hanno voglia di confrontarsi con una nuova cultura e conoscere nuove realtà. Un consiglio che voglio dare a tutti i ragazzi e ragazze che parteciperanno al programma di CRCC Asia è quello di partire per la Cina non considerando i pregiudizi che spesso in Italia si sentono nei confronti questo straordinario Paese. Nella mia piccola regione quando ho comunicato la mia scelta di partire molte persone mi hanno detto: “Ma dove vai? In Cina? E’ un paese sporco, la gente è povera, è pericoloso, dormirai in una stanza minuscola e starai malissimo per 3 mesi. Si mangia pure male!”. Nessuna di queste cose è vera.

Shenzhen è una città sicurissima e nonostante i suoi 12 milioni di abitanti non è affatto sporca e i mezzi pubblici sono super efficienti. Le persone che io ho incontrato e fermato per strada, magari per chiedere un’informazione, pur non parlando inglese, hanno sempre cercato di aiutarmi. I cinesi che ho conosciuto sono tutte persone disponibili, gentili, con grande senso di civiltà e rispetto per le persone e le cose che li circondano.  Sono tornata da quasi una settimana e se da una parte sto bene con la mia famiglia, dall’altra mi manca terribilmente la Cina. Mi mancano i miei nuovi amici, mi manca il lavoro nella mia compagnia, svegliarmi e prendere l’autobus 113 che annuncia le fermate in cinese per andare a lavoro, l’odore dei noodles di prima mattina per fare colazione, l’acqua calda da bere, la pausa pranzo vicino al Neo building, il sabato e la domenica a Huaqiangbei, a Dongmen e al parco Lianhua.

Sono tornata in Italia, ma non vedo l’ora di ripartire per la Cina!

 

 

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